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News

  • Etna: Ingv, emissione radon da faglie
    15/05/2019
    Monitorare gas cancerogeno, tra più pericolosi per l'uomo. Concentrazioni troppo elevate di questo agente invisibile, secondo l'Oms, sono un rischio per la salute
  • Acque destinate al consumo umano: posticipo al 31 dicembre 2019 per limiti cromo VI
    08/01/2019
    Con Decreto Ministeriale del 31 dicembre 2018 è stata posticipata al 31 dicembre 2019 l'entrata in vigore delle modifiche al D.lgs. 31/2001 (sulla qualità delle acque potabili) apportate dal Dm 14 novembre 2016, con riferimento al limite per il cromo esavalente.
  • Ecobonus 2018, in Gazzetta il decreto sui controlli dell'Enea
    21/09/2018
    Pubblicato sulla GU n. 211 del 11-09-2018 il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 11 maggio 2018 recante “Procedure e modalità per l’esecuzione dei controlli da parte di ENEA sulla sussistenza delle condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica, ai sensi dell’articolo 14, comma 2-quinquies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63”.


News » Notizie e articoli

  • 15/05/2019
  • Uno studio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) rilancia l'allarme per un pericolo invisibile: le emissioni di radon dalle faglie che solcano i fianchi, densamente abitati, del vulcano Etna. Il gas, inodore, incolore e insapore, è stato collocato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nel gruppo 1, ovvero quello che racchiude i più pericolosi per la salute umana perché cancerogeni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Public Health. Numerosi studi internazionali compiuti in diversi Paesi hanno finora attestato come l'esposizione prolungata al radon sia un fattori di insorgenza del tumore al polmone.

    La dinamica descritta dagli esperti è semplice e nota già da tempo: le faglie del vulcano fratturano le rocce, agevolando il movimento verso la superficie di gas e fluidi. Tra questi gas, emerge anche il radon, un agente che così contamina edifici e ambienti destinati all'uso umano. Ma è la sintesi che implica lo studio Preliminary Indoor Radon Measurements Near Faults Crossing Urban Areas of Mt. Etna Volcano - firmato dai ricercatori Marco Neri, Salvatore Giammanco e Anna Leonardi - a mettere in luce il potenziale pericolo per la salute umana: le abitazioni con maggiore presenza di radon al loro interno sono ubicate in prossimità di faglie attive. In altre parole, più le case monitorate erano vicine alle faglie, più era alta la quantità di radon al loro interno.

    Per tre anni sono state registrate misure continue da dodici sensori collocati in sette edifici sulle pendici meridionali e orientali del vulcano, nei territori di Giarre, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Castello e Paternò. La rete Ingv monitora 24 ore su 24 l'emissione di radon, elemento utile per interpretare l'attività sismica e vulcanica dell'Etna in raccordo alle altre stazioni di monitoraggio.

    I sensori indoor hanno rilevato concentrazioni medie annue spesso superiori a 100 Bq/m3 (Bequerel per metro cubo), valore che corrisponde al primo livello di attenzione per esposizione media annuale raccomandato dall'Oms. In alcuni casi, tale concentrazione media è risultata maggiore di 300 Bq/m3, con punte superiori a 1000 Bq/m3 registrate per molti mesi consecutivamente. Questi dati completano i rilevamenti Ingv delle concentrazioni di radon misurate sui suoli dell’Etna negli anni passati, che hanno mostrato valori variabili da poche migliaia a oltre 70.000 Bq/m3.

    Per quanto, dunque, il campionamento di radon riguardi un numero limitato di abitazioni, secondo i ricercatori dell'Ingv i dati raccolti evidenziano un «potenziale problema per la salute della popolazione etnea, che ammonta quasi a un milione di persone». L'Ingv sottolinea come sarebbe «opportuno e utile approfondire ed estendere questo monitoraggio a un campione di edifici maggiormente corposo».